Il rinnovato centro Piacentiniano di Bergamo

Anni di lavoro per completare un piano urbanistico di straordinaria importanza. Abbiamo cercato qui di sintetizzare tutto il lavoro svolto in questi anni.

Comune di Bergamo
23 min readMar 4

Inaugurato il 3 marzo il rinnovato Centro Piacentiniano di Bergamo

È stato inaugurato nel tardo pomeriggio del 3 marzo l’ultimo pezzo del rinnovato Centro Piacentiniano di Bergamo: si è chiuso così uno dei progetti urbanistici di maggiore importanza della città, che ha richiesto all’Amministrazione Gori anni di lavoro e impegno, e che ha visto riqualificare piazza Matteotti, piazza Cavour, Largo Gavazzeni, il Sentierone, i giardini XXV Aprile, piazza Dante, l’ex Diurno, e restaurare la Torre dei Caduti e il grande Teatro Donizetti.

Un piano — il primo in circa un secolo, ovvero da quando è stato realizzato il centro di Bergamo — che ha migliorato la qualità degli spazi, che ha incrementato le aree verdi e de-pavimentate, che ha consentito di rendere gli spazi commerciali attrattivi e ne ha incrementato il valore. In quello che è il fulcro commerciale della città gli spazi da destinare a questo tipo di attività sono ormai introvabili. È anche quanto ha dimostrato la recente ValoreCasa&Terreni, la pubblicazione dedicata al settore immobiliare, e non solo, di Bergamo e provincia: nel quadrilatero commerciale che va da via Sant’Alessandro, con le laterali di via Sant’Orsola e Borfuro, Piazza Pontida, a via XX Settembre/Sentierone, via Tiraboschi, Porta Nuova e viale Papa Giovanni, i negozi vanno a ruba e gli spazi ormai non sono facilmente disponibili.

Il progetto di riqualificazione del centro Piacentiniano è stato soprattutto caratterizzato dal rispetto per la memoria storica del luogo: l’intervento si è inserito in accordo con il disegno che Marcello Piacentini mise a punto, con una modernità e una sensibilità estreme, nella parte più moderna della città, rispetto alla Città Alta. Oltre a questo c’è stato un tema etico, ossia il fatto di non mettere in discussione l’esistente, come il palinsesto di pavimentazioni o altri elementi dello stato di fatto, ma scegliere invece di dialogare con essi. Ciò emerge anche dalla scelta di non introdurre materiali nuovi: rivestimenti e finiture si rifanno a materialità già tipiche del Centro Piacentiniano, ovvero il cemento decorativo, l’acciaio brunito, il ceppo e il granito. È un progetto impegnativo e per un certo aspetto semplice, che non ha voluto essere in contrasto con l’esistente, ma in continuità con esso.

“Con l’inaugurazione di oggi si conclude uno degli interventi forse più significativi che ci ha visti più impegnati di questi anni — commentano il Sindaco Giorgio Gori e l’Assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini -. Un lavoro che ci restituisce un centro della città completamente riqualificato e ripensato in molte sue parti rispetto alla sua origine e con un incremento significativo di aree interamente pedonalizzate. Uno spazio di cui i cittadini si stanno già in questi mesi appropriando con un riscontro positivo. Ora che tutto ciò si è concluso, val la pena però ricordare da cosa eravamo partiti e su cosa si concentrava allora il dibattito pubblico nel descrivere il centro Piacentiniano. Uno dei termini più usati era desertificazione, accompagnato da una descrizione di un centro cittadino destinato ad un’inesorabile, così sembrava, crisi. La chiusura del Balzer, il rischio di svuotamento degli Uffici del Catasto di largo Belotti, un ex Diurno dimenticato da trent’anni, l’ex hotel Commercio abbandonato a se stesso, l’edificio di Banca Intesa in via XX settembre vuoto e senza alcuna prospettiva, ed infine un teatro Donizetti alla ricerca disperata di fondi per essere interamente ristrutturato. Ora tutto ciò è stato non solo scongiurato, ma è diventato ragione anche del suo stesso rilancio e credo che l’intervento del centro Piacentiniano ne rappresenti, anche simbolicamente, l’esito più evidente e in grado di fornire nei prossimi anni, ci auguriamo, un ulteriore importante contributo”.

“Il progetto di riqualificazione del centro — commenta l’Assessora al verde pubblico Marzia Marchesi — restituisce alla città uno spazio più verde, frutto di un significativo intervento di de-pavimentazione, tutto da vivere. Sono state incrementate le alberature lungo piazza Matteotti — hanno trovato dimora 13 nuove koelreuterie — e son state sostituite le tre sofore che versavano in condizioni critiche accanto al monumento ai fratelli Calvi. Il nuovo centro è uno spazio di cui aver cura, che chiama tutti noi a una maggiore responsabilità per tenerlo bello, pulito ed elegante come lo vediamo oggi. Il Comune di Bergamo ha ovviamente risposto a questa chiamata, aumentando il proprio impegno non solo per quel che riguarda l’attenzione ai nuovi spazi verdi e alle manutenzioni, ma anche alla pulizia degli spazi, grazie alla collaborazione di Aprica”.

Il terzo lotto, piazza Matteotti, i giardini XXV aprile e la nuova ZTL

Il cantiere del Terzo Lotto — finanziato dal PNRR grazie al bando Rigenerazione Urbana, attraverso il quale il Comune si è visto riconoscere circa 20 milioni per una dozzina di interventi da attuare in tutta la città — ha rappresentato la conclusione del primo vero intervento sul centro da quando è stato realizzato, negli anni ’20 del secolo scorsi.

Innanzitutto anche il terzo lotto ha voluto de-pavimentare l’area sotto il doppio filare di alberi parallelo al Sentierone e incrementare gli spazi verdi del centro: sono stati previsti 13 alberi e 1200mq di verde in più, che, se sommati alle previsioni sul secondo lotto, portano a incrementare il verde in centro di oltre 4500mq. Gli alberi scelti sono le koelreuterie.

Sono stati sostituiti tutti gli spazi asfaltati con pavimentazioni in pietra, più consone al centro di una città come Bergamo.

Piazza Matteotti è passata da una chiara vocazione stradale a un’area di evidente vocazione pedonale, simile a quella che già esiste su via XX Settembre, che garantisce accessibilità a fornitori dei negozi e ai residenti, ma che apre spazi di qualità per i pedoni e i ciclisti.

Sono anche state predisposte le aree per i dehors che nell’area insistono, uno accanto al monumento ai fratelli Calvi, un altro a pochi passi da uno dei propilei che caratterizzano Porta Nuova, l’ultimo nell’area pavimentata accanto al passaggio Zeduri.

Sono stati tolti i posti auto che si trovavano sulla piazza, di fronte al palazzo degli uffici del Comune di Bergamo, ora sostituiti da una nuova aiuola con alberature. Via Crispi è percorribile in discesa, mentre l’accesso al parcheggio in struttura di via Borfuro sarà raggiungibile attraverso il passaggio Zeduri, all’imbocco del quale sarà installato un pannello di info-mobilità che recherà le informazioni circa la capienza del parcheggio. Sono stati cancellati i posti auto precedentemente previsti davanti al Palazzo Uffici del Comune; sono stati incrementati i posti a disposizione per le due ruote, una domanda di sosta più compatibile con il contesto, con posti che saranno spostati negli spazi antistanti il civico 3 della piazza.

Passaggio Zeduri rimane percorribile dalle due ruote, saranno previsti anche spazi per il carico/scarico per garantire accessibilità ai fornitori delle attività commerciali. Saranno installate telecamere per il controllo degli accessi ai varchi dell’area.

ZTL, via alla fase di informazione

Dopo la conclusione dei lavori del Centro Piacentiniano partirà la nuova Zona a traffico limitato. Si tratta, di fatto, dell’estensione della ZTL oggi attiva in via XX Settembre fino all’incrocio con viale Roma, comprendendo passaggio Zeduri, via Crispi e via Borfuro.

Come previsto e più volte annunciato, il Centro Piacentiniano diventerà così una grande zona a vocazione pedonale dove potranno transitare e accedere solo i mezzi degli aventi diritto (residenti, possessori di posti auto, carico-scarico), oltre a chi sosta nel parcheggio interrato di via Borfuro — la cui capienza sarà esposta, grazie a pannelli appositi, in concomitanza con l’ingresso di via Crispi alla rotonda dei Mille.

La prossima settimana, dal 6 marzo, saranno svelati i cartelli che segnalano la nuova ZTL, lungo via Borfuro, via Crispi, piazza Matteotti. La Polizia Locale, successivamente, presidierà per circa un mese la nuova area a traffico limitato, informando cittadini e automobilisti circa le nuove norme di circolazione del centro città.

Nelle prossime settimane saranno installati i display per i varchi — all’incrocio con viale Roma, in via Crispi e all’ingresso del passaggio Zeduri. L’accensione delle telecamere è prevista per la primavera, anche per consentire agli aventi diritto di richiedere gli appositi pass di transito e sosta.

Nuova illuminazione monumentale per il centro Piacentiniano

L’Amministrazione ha realizzato un nuovo sistema di illuminazione per valorizzare al meglio il centro Piacentiniano di Bergamo. Partner fondamentale del progetto è Telmotor, che, ha collaborato con gli uffici comunali nella stesura del progetto. Grazie anche alle agevolazioni ottenibili attraverso l’iniziativa Art Bonus, Telmotor ha anche deciso di offrire alla città la realizzazione dei nuovi impianti illuminanti.

Nella serata del 3 marzo si è accesa per la prima volta la totalità del nuovo sistema di illuminazione pensato per i monumenti del centro novecentesco di Bergamo. Parliamo del teatro Donizetti, del monumento a Donizetti, della chiesa di S. Bartolomeo, di Palazzo Frizzoni, della Torre dei Caduti, della facciata della Procura della Repubblica in piazza Dante, del monumento a Vittorio Emanuele e della facciata di Palazzo Uffici del Comune di Bergamo.

L’idea è stata quella di estendere anche a tutti i monumenti e edifici pubblici, presenti nei lotti di riqualificazione del centro, un sistema di illuminazione omogeneo, sia dal punto di vista della tipologia di illuminazione, che dell’aspetto fisico degli elementi che costituiscono gli elementi veri e propri del sistema d’illuminazione. Il concetto che sta alla base del progetto è quello di semplificare e unificare l’illuminazione, liberando gli edifici e i monumenti da elementi tecnologici articolati e invasivi, concentrando in pochi punti esterni le sorgenti luminose, fuori dalla visuale del passante (quindi in posizione molto alta) così da spostare lo sguardo della persona sull’edificio e sul monumento e non sui corpi illuminanti.

L’obiettivo è stato quello di considerare, così come per le opere di riqualificazione in atto, anche l’elemento luce dei “monumenti” un unicum progettuale, al fine di ricondurre tutto il centro Piacentiniano ad un elemento di unicità e contraddistinguerlo con un “segno” unitario riconoscibile, a tutti i vari livelli di intervento.

Un po’ di numeri di tutto il progetto di riqualificazione del centro

  • Un’area di 27.090 metri quadrati complessivi
  • Da 15.455 mq di asfalto a ZERO
  • Da 5.545 mq di pietra a 18.180 mq
  • Da 77 a 97 panchine
  • Da 102 a 158 tra lampioni e punti luce
  • 4000 metri quadrati di verde in più e 13 alberature in più

La timeline della riqualificazione del centro di Bergamo

  • Gennaio 2015 avvio fase di partecipazione “Bergamo Public Space” — svolta in collaborazione con UNIBG — prodromica al bando di concorso
  • Giugno 2015 presentazione dati di Bergamo Public Space
  • Maggio 2017 lancio del concorso per la progettazione del Centro
  • Febbraio 2018 aggiudicazione del concorso al gruppo Flanerie e mostra a Palazzo della Libertà dei progetti finalisti
  • Febbraio 2018 inizio dei lavori di restauro e ristrutturazione del Teatro Donizetti
  • Gennaio 2020 inizio dei lavori in piazza Dante, primo lotto di intervento
  • Novembre 2020 conclusione lavori di ristrutturazione teatro Donizetti
  • Dicembre 2021 inizio dei lavori del secondo lotto, lungo il Sentierone e largo Gavazzeni
  • Gennaio 2022 inizio dei lavori del terzo lotto, in piazza Matteotti
  • Maggio 2022 conclusi i lavori del secondo lotto
  • Luglio 2022 inaugurata la rinnovata piazza Dante
  • Luglio 2020 avviata la pulizia della Torre dei Caduti
  • Agosto 2022 inizio dei lavori lungo viale Roma
  • Ottobre 2022 conclusione dei lavori di pulizia della Torre dei Caduti
  • Novembre 2022 conclusione dei lavori di viale Roma
  • Dicembre 2022 nuova illuminazione monumentale del centro Piacentiniano
  • Marzo 2023 conclusione dei lavori del terzo lotto e inaugurazione del rinnovato centro Piacentiniano

Un piano urbanistico di straordinaria importanza

Nella giornata di oggi è stato inaugurato lo spazio di piazza Matteotti, l’ultima area oggetto di intervento all’interno del Centro Piacentiniano. Ecco, di seguito, il lavoro che il Comune di Bergamo — e non solo — ha svolto e sta svolgendo per rilanciare il centro città, non solo per quel che riguarda il sistema piacentiniano, ma anche per quel che concerne il Teatro Donizetti e via Tasso.

Il primo lotto, Piazza Dante

Piazza Dante è stata il primo tassello di un progetto di rifunzionalizzazione di grande respiro, che ha voluto ripensare il centro città alla luce delle trasformazioni che in cento anni Bergamo ha registrato, indicando quali punti di forza la pedonalizzazione degli spazi di Largo Gavazzeni e piazza Matteotti e il miglioramento complessivo della qualità dello spazio pubblico, al quale si aggiunge il valore aggiunto della riqualificazione dell’Ex Diurno, per decenni chiuso e abbandonato.

Le soluzioni progettuali adottate, frutto di un confronto tra Amministrazione, Soprintendenza e progettisti, evidenziano un’attenzione particolare al manto della piazza, con la sostituzione dell’asfalto con una pavimentazione in pietra che si armonizza a quella del resto dello spazio antistante la Procura. La fontana mantiene la centralità della piazza innescando però un nuovo dialogo con l’ingresso principale all’ex Albergo Diurno, struttura di 1.200 metri quadri chiusa nel 1978 e acquistata per 791mila euro da una cordata di imprenditori.

Alla grande scalinata circolare si accompagnano le necessarie uscite di sicurezza che dovranno servire lo spazio ipogeo, che hanno sbocco sulla piazza attraverso delle scale coperte, per evitarne il degrado, con piccoli volumi in gran parte vetrati, onde consentire la piena percezione dello spazio pubblico. Anche l’ingresso principale, in asse con piazzetta Piave, è stato ridimensionato con una forma circolare, il cui parapetto è anch’esso interamente vetrato, per ridurne al minimo l’impatto.

La nuova pavimentazione

È stata realizzata la completa ripavimentazione di tutte le parti precedentemente asfaltate, non certo adeguate al valore del contesto storico. La scelta delle nuove pavimentazioni lapidee è stata fatta sulla base dei seguenti criteri:

· eliminare la frammentazione percettiva di spazi, valorizzando la città esistente e i suoi edifici.

· durabilità

· facilità di manutenzione

· migliorare la pedonalità dei percorsi eliminando i salti di quota attualmente esistenti

Sono stati previsti il rialzo del suolo del tratto di via di fronte all’edificio del Tribunale che precedentemente si presentava come fascia ribassata e asfaltata. È stata inglobata questa fascia nello spazio della piazza, eliminando i salti di quota e pavimentandola in continuità con la stessa.

È stato realizzato il prolungamento dei passaggi laterali all’edificio del Tribunale, — Via Monte San Michele e Via Brigata Alpina Orobica -, che rappresentavano anche due coni percettivi fondamentali per la vista di Città Alta — estendendo la pavimentazione in porfido con disegni a losanghe già presente anche ai due tratti attualmente asfaltati laterali all’area inerbita di Piazza Dante.

Nella porzione centrale tra la piazzetta Piave e il Tribunale, per la nuova pavimentazione lapidea è stato utilizzato lo stesso materiale del Sentierone, granito di San Fedelino.

La fontana del Tritone

È tornata al centro della piazza anche la restaurata fontana del Tritone, la fontana settecentesca della Fiera, che raffigura un uomo con la parte inferiore a forma di pesce, intento a suonare la buccina adagiato su una vasca circolare sostenuta da volute. In basso, parzialmente immersi nell’acqua, si alternano simmetricamente due cavalli e due piccoli tritoni seduti sul dorso di mostri marini. L’acqua, che all’epoca della realizzazione proveniva dalla Roggia Nuova, fuoriusciva come oggi dalle narici dei mostri e dei cavalli marini, nonché dalle conchiglie sorrette dai tritoni, mentre un getto sgorgava dalla buccina suonata dal Tritone più grande.

La ditta che ha eseguito i lavori di restauro è la Giovanni Nicoli Restauri, ditta bergamasca che vanta una lunga tradizione nel campo del restauro conservativo di opere d’arte. Nel 2010 erano già stati realizzati lavori di restauro sulla fontana: si trattò allora di un restauro condotto in opera senza lo smontaggio dei vari pezzi che compongono la fontana. Nel restauro in corso potranno essere esaminate e restaurate anche le parti interne portando a compimento le operazioni già effettuate nel 2010.

In sintesi, l‘intervento realizzato si è posto l’obiettivo di mantenere tutto ciò che è stato fatto nel 2010 e che ha dimostrato di aver conseguito risultati soddisfacenti. Per molte operazioni si è trattato solo di integrare e riprendere quanto era già stato realizzato, estendendolo alle parti interne del manufatto inaccessibili durante il restauro eseguito senza smontaggio.

È stato invece necessario rifare alcuni interventi, in corrispondenza delle parti (numerose) che sono state disgregate a seguito della gelata eccezionale che si è verificata nell’inverno del 2011/2012, con la vasca piena di acqua che si è trasformata in ghiaccio creando tensioni assai negative per gli elementi lapidei. Alcune di queste operazioni sono state realizzate all’interno del magazzino comunale, ma molte sono stati intraprese in loco, durante le fasi di montaggio della fontana, che è stata rimontata all’inizio dell’aprile scorso.

Il verde sulla piazza

Il progetto realizzato ha voluto riproporre volutamente il carattere di giardino della porzione centrale dello spazio, considerandolo un valore urbano importante di questa parte di città.

È stato, quindi, mantenuto il ruolo centrale della fontana con la corona di alberi che la circondano, un elemento che richiama l’identità storica del luogo a partire dalla fiera settecentesca che qui sorgeva prima della costruzione del centro Piacentiniano, avvenuta nei primi tre decenni del 900.

I parterre verdi sono stati ridisegnati mantenendo una superficie verde equivalente a quella esistente e hanno accolto alcune specie erbacee tappezzanti con fioriture stagionali.

Gli alberi che gravavano con i loro apparati radicali sopra le strutture ipogee dell’Ex Diurno sono stati abbattuti e sostituiti con dei carpini bianchi, alberi di seconda grandezza, cioè con altezza massima in fase adulta di 10/18 mt, piantati già di buone dimensioni (7–8 metri di altezza) a riformare l’anello circolare attorno alla fontana, però in posizione leggermente più esterna in modo tale da ricreare l’icona della fiera settecentesca, allontanandosi il più possibile dai punti con spessori di terra minori.

Uno dei caratteri più interessanti del nuovo progetto del verde ha riguardato la parte centrale, intorno alla fontana del Tritone, della piazza. I cubetti della pavimentazione sono stati poggiati a qualche centimetro di distanza l’uno dall’altro, e, nelle intercapedini, è stata seminata dell’erba, per realizzare un effetto giardino particolarmente evidente da uno sguardo perimetrale.

Le essenze messe a dimora sono:

· 900 pt di aster ericoides e novibelbi

· 550 pt di liriope muscari

· 70 pt di panicum virgatum

· 80 pt di miscanthus sinensis

· 45 pt di blechnum spicant ( felci )

· 150 pt di Eragrostis curvula

· 2 Cornus

L’ex Albergo Diurno

Nel ridisegno di Piazza Dante, il progetto ha dato risposta alla richiesta di creare un sistema di accessibilità/deflusso dello spazio interrato dell’Ex Diurno che è destinato nel breve termine ad accogliere nuove attività di intrattenimento aperte al pubblico rientrando così nella tipologia dei Locali di pubblico spettacolo. Il cantiere è completamente privato e non di competenza del Comune di Bergamo, i lavori dovrebbero essere completati entro le prossime settimane.

Sono stati quindi realizzati:

La formazione di un nuovo accesso verso il Quadriportico, allineato lungo l’asse che unisce il Teatro Donizetti all’edificio del Tribunale: in superficie, verso la Piazza, la nuova scala ha una forma circolare circondata da un parapetto trasparente per consentire la permeabilità visiva lungo questa prospettiva che è fondamentale nello spazio piacentiniano.

La formazione di due uscite di sicurezza posizionate lateralmente per evitare di costituire blocchi alla permeabilità visiva della piazza: le uscite sono piccoli volumi realizzati in gran parte di vetro strutturale curvato e sono state dimensionate in rapporto all’altezza della zoccolatura degli edifici attestati, garantendo che non vengano occluse le principali viste della fontana. La forma planimetrica rettangolare con semicerchi finali riprende il disegno della pavimentazione a mosaico presente nel portico di Santa Marta.

L’impianto di sollevamento, previsto con vano e cabina interamente vetrati, è collocato in corrispondenza del vecchio ingresso all’Ex Diurno e cioè sotto il portico verso Piazza Vittorio Veneto.

Sia i volumi vetrati delle uscite di sicurezza che il foro circolare con la scala d’accesso principale verso il Quadriportico, irradieranno luce alla piazza nelle ore notturne, contribuendo a migliorare la percezione di sicurezza del luogo.

La viabilità

Non cambia la viabilità di via Monte Sabotino, che rimane percorribile per raggiungere gli spazi della Procura e che collega Largo Belotti a viale Roma. Il progetto di sistemazione ha realizzato dei cordoli per segnalare la sede stradale, lungo la quale non saranno più previsti gli stalli di sosta riservati ai mezzi della stessa Procura, stalli già trasferiti lungo Largo Belotti.

Sono stati installati paletti e sono state collocate delle sfere di pietra bianche a delimitare le aree pedonali della piazza e a proteggere gli spazi non carrabili dell’area. L’Amministrazione ha anche provveduto a riasfaltare via Monte Grappa, una delle vie di accesso alla piazza.

Il pavone di Elia Ajolfi

Come previsto, anche il pavone dello scultore bergamasco Elia Ajolfi, è stato ricollocato — per valorizzarlo ulteriormente, senza il basamento sul quale era stato precedentemente installato — su piazza Dante, nello spazio verde a sud ovest, alla sinistra della scalinata che conduce all’ingresso dell’ex albergo Diurno.

Il pavone fu da Ajolfi, scomparso nel 2001, nel 1990, in occasione della mostra antologica che il Comune di Milano aveva dedicato all’artista negli spazi del Castello Sforzesco. Il Comune di Bergamo acquistò, per 15 milioni di lire, nel 1992 la scultura per poterla esporre presso l’Ateneo di Scienze Lettere e Arti e successivamente proprio in piazza Dante.

La scultura bronzea fu realizzata con la tecnica della cera persa, che consente di mantenere i dettagli con grande precisione. La fonderia a cera persa, che ha tempi di realizzazione non certo brevissimi, si basa sulla colatura di metallo fuso all’interno di una forma negativa; quindi si esegue in cera la scultura che si vuole trasformare in bronzo, ma vuota. La cera deve avere cioè solo lo spessore che si vuole che abbiano le pareti di bronzo (o di altro metallo) che costituiranno la scultura una volta fusa in metallo. E’ una tecnologia molto antica, già conosciuta nel secondo millennio avanti Cristo, sviluppata nel corso dei secoli e che oggi, oltre che per opere artistiche, è molto adoperata anche nel mondo dell’industria.

Il secondo lotto, piazza Cavour, il Sentierone e Largo Gavazzeni

Il cantiere che ha riguardato la prima parte del Sentierone e piazza Cavour, lo spazio del centro Piacentiniano che va dal Teatro Donizetti a via Tasso, ha avuto come obiettivo principale quello di realizzare un centro più verde, più bello, più elegante, più ordinato, che valorizza il grande motore culturale rappresentato dal rinnovato Teatro Donizetti, un centro più attrattivo senza stravolgere un assetto da sempre caro ai bergamaschi.

Piazza Cavour

In piazza Cavour i lavori hanno visto la posa della nuova pavimentazione negli spazi che lambiscono via Sora, nello spazio retrostante la piazza e le alberature, accanto alla Biblioteca Caversazzi e tutt’intorno al laghetto e al monumento dedicato a Gaetano Donizetti. Sono stati eseguiti tutti gli abbattimenti delle barriere architettoniche, l’asfalto è stato completamente rimosso, è realizzata la struttura polifunzionale a servizio del Teatro Donizetti.

Non solo: è stato allargato il perimetro degli spazi verdi della piazza, con l’obiettivo di renderli un vero giardino pubblico. È stata seminata l’erba nelle nuove vasche, nuove piante e fiori hanno trovato dimora nei nuovi spazi verdi della piazza, senza rimuovere le alberature pre-esistenti.

Il Sentierone

Parallelamente all’intervento lungo piazza Cavour, il Comune di Bergamo è intervenuto anche sul Sentierone, nel tratto compreso tra la chiesa di San Bartolomeo e il Teatro Donizetti: l’asfalto — che versava in pessime condizioni — è stato completamente rimosso ed è stata allargata la superficie in erba lungo l’asse principale del centro novecentesco di Bergamo.

È stato realizzato, anche su richiesta di Uniacque, un canale interrato per il drenaggio delle acque lungo il filare di alberi al centro, senza intaccare le radici di alcuno degli alberi del Sentierone. È stato posato il nuovo manto erboso, sono state realizzate le sedute a semicerchio.

La strada davanti al Teatro è ora tutta in pietra, una soluzione molto più elegante e adatta al centro di una città come Bergamo. Anche l’impianto di illuminazione è stato completamento sostituito.

Sono stati ridefiniti i vialetti dei giardini di Largo Gavazzeni, così come non è stato toccato il monumento a Francesco Nullo, che svetta ancora nello spazio verde adiacente il teatro Donizetti.

Il quarto lotto, viale Roma

Sono serviti 4 mesi di lavori per riorganizzare il suolo nel tratto di via Roma compreso tra i giardini di piazza Matteotti e Largo Gavazzeni in funzione delle categorie dei flussi che lo attraversano, puntando a riproporre la pavimentazione in pietra come elemento storico che ha connotato il disegno del suolo di quest’area.

È stato deciso di eliminare l’asfalto dalla fascia centrale della via e gli eventuali salti di quota, in modo da creare un unico piano fluido continuo, collegato alle aree laterali per quota e tipologia dei materiali: quindi la quota della strada nel tratto di intervento sarà pari a quella dei nuovi percorsi pedonali e carrali di via XX Settembre e via Tasso. Il tratto di strada oggetto di intervento è caratterizzato da fasce di materiale in granito: in particolare, all’altezza del Sentierone sono state proposte lastre rettangolari in granito stellato Sanfedelino, di spessore 10 cm, dalla superficie bocciardata, della stessa tipologia di quelle esistenti.

In corrispondenza dei percorsi pedonali alberati, è stata prolungata la pavimentazione in lastre refilate di granito grigio con superficie a vista bocciardata, di spessore 10 cm, posate a correre in corsi paralleli, presente nella parte terminale dei percorsi alberati. In corrispondenza dei percorsi carrali di via XX Settembre e via Tasso, si è lavorato invece con una pavimentazione in cubetti di granito grigio, pezzatura 10/12 cm, posati a corsi paralleli ed intervallati da un doppio corso di lastre refilate in granito grigio, in continuità con il disegno degli ambiti adiacenti.

Il passaggio da una tipologia di materiale all’altra è marcato da una fascia orizzontale di granito, allineata con le canalette dei percorsi pedonali adiacenti destinate alla raccolta dell’acqua piovana, in modo da segnare non soltanto il cambio del disegno del suolo, ma anche evidenziare la direttrice est-ovest dei percorsi pedonali dell’area del Sentierone.

La pulizia della Torre dei Caduti

Edificata su progetto dell’architetto Marcello Piacentini, la Torre dei Caduti fu inaugurata il 6 ottobre 1924 ed è composta da ricchi ornamenti, tra cui la statua dell’Italia Vittoriosa, e da una varietà di materiali: dall’arenaria di Bagnatica per i muri perimetrali al ceppo di Brembate per le decorazioni esterne, dal marmo policromo del finestrone con balcone a quello di Zandobbio usato per le balaustre.

L’intervento è stato completato nell’ottobre 2022 con l’obiettivo di riportare ai suoi fasti originari la Torre (oggi gestita dalla Fondazione Bergamo nella Storia e meta di visite guidate), con la sua suggestiva vista panoramica sulla città.

Il progetto, concordato con la Soprintendenza, ha previsto il restauro e risanamento conservativo delle superfici esterne «di grande pregio, che si presentano degradate e deteriorate nella parte superficiale dal tempo e dagli agenti atmosferici», avevano spiegato i tecnici nella relazione. Sono state ripristinate le superfici deteriorate e sporcate dal tempo e dagli agenti atmosferici: in poco meno di tre mesi e mezzo (i lavori sono partiti lo scorso 11 luglio) sono state eseguite pulitura, rimozione di depositi superficiali e croste, applicazione biocida per l’eliminazione di eventuale presenza di organismi naturali. Sono state eseguite anche lavorazioni sul portico interno del basamento della Torre.

La ristrutturazione del Teatro Donizetti

Sono durati quasi tre anni i lavori di restauro del Teatro Donizetti di Bergamo, iniziati il 5 febbraio 2018 e terminati nel novembre del 2020 (con i soli blocchi causati dalla pandemia e dalla messa in scena nel cantiere del teatro dell’opera L’ange de Nisida nel novembre 2019 e con minime variazioni al progetto originale).

L’intervento di restauro e recupero architettonico del Teatro è nato in primis da esigenze di adeguamento alle norme in materia di sicurezza. All’aspetto tecnico si è sommato il fatto che il volume stesso del teatro, ad eccezione della facciata monumentale, non rispondeva alla qualità di decoro del tessuto storico della città. Accanto, quindi, all’intervento di messa a norma e di razionalizzazione delle funzioni del teatro è stato necessario prevedere un intervento architettonico globale in grado di dar nuova vita all’edificio.

La necessità di intraprendere un’operazione di recupero emerge già negli anni Novanta. Il progetto redatto dallo Studio Berlucchi di Brescia è stato affidato alla ditta Fantino Costruzioni Spa (Capogruppo) in ATI con Notarimpresa Spa.

L’intervento

I lavori hanno interessato tutta la struttura e sono stati finalizzati principalmente alla realizzazione di sale per l’orchestra nella zona sotto la platea, della buca orchestrale mobile, di un nuovo corpo edilizio per i camerini, una nuova biglietteria, così come ex novo sono stati realizzati i locali per il bar principale e per quello del pubblico della galleria. Nuovi anche il corpo ovest con gli uffici, le sala prove, le sale per catering e attività per il pubblico. Completamente restaurati tutti i palchi, il soffitto di platea e del foyer.

Gli interventi

Restauro architettonico per la messa in sicurezza dell’edificio e l’adeguamento alle norme antincendio. In quest’ottica, è stata attuata una riorganizzazione del piano interrato per la realizzazione di una nuova vasca di accumulo di acqua interrata in corrispondenza di Piazza Cavour al fine di porre in funzione un nuovo sistema automatico di spegnimento incendi.

Rinnovamento delle facciate esterne attraverso la ricerca di una coerenza formale tra i volumi in modo da rendere omogenea e contemporanea l’immagine architettonica del teatro, rispettando ma allo stesso tempo regolarizzando le parti storiche. In particolare, è stata ridisegnata la facciata verso la piazza Cavour.

Ristrutturazione funzionale: gli interventi di ristrutturazione hanno riguardato la ridistribuzione funzionale dei locali, la riorganizzazione degli ingressi di pubblico e operatori, dei foyer a piano terra, dei collegamenti di tutti i piani destinati al pubblico e di gran parte degli spazi di servizio alle scene in corrispondenza degli ampliamenti laterali est ed ovest, oltre ad una riorganizzazione di tutti gli spazi tecnici al piano interrato. La riorganizzazione ha previsto anche l’ubicazione della nuova biglietteria.

Intervento di riqualificazione del sistema di climatizzazione e di ricambio dell’aria della sala teatrale. La soletta della platea è stata demolita e ricostruita per realizzare un sistema puntuale di mandata di aria dal pavimento. Le poltroncine dei palchi sono state sostituite e riposizionate in accordo con le richieste normative di prevenzione incendi. Anche la zona sotto-platea è stata oggetto di una radicale trasformazione. Le poltrone esistenti della platea sono state sostituite da nuove sedute interamente in classe 1IM di resistenza al fuoco con rivestimento in velluto rosso ignifugo.

Anche per i palchetti è stato rinnovato il sistema di climatizzazione, rivelazione fumi e spegnimento incendi, oltre alla riqualificazione dei materiali di pavimentazione e rivestimento.

Riorganizzazione degli uffici con lo spostamento dei locali della gestione amministrativa nell’ampliato volume Ovest.

Riordino dei locali camerini e spazi di servizio della scena così da ripristinare la logica distributiva e funzionale che gli interventi disorganici effettuati in passato avevano compromesso. È stata quindi necessaria la demolizione del corpo di fabbrica sul fianco est della torre scenica e la conseguente costruzione del nuovo corpo di fabbrica che ospita ora 4 piani di camerini, la sartoria ed alcuni locali tecnici.

Intervento di restauro della sala teatrale e del foyer d’ingresso per mezzo di un’accurata campagna di indagine che ha consentito la ricostruzione delle stratigrafie pittoriche delle decorazioni.

Ottimizzazione dell’acustica della sala teatrale. Nel contesto del restauro grande attenzione è stata data al miglioramento della qualità acustica della sala teatrale.

Con un costo di circa 19 milioni di euro, la cui copertura è stata garantita dagli enti pubblici — fra cui Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, il Comune di Bergamo e la Regione Lombardia –, ma anche da un significativo apporto di privati (grazie ad Art Bonus) pari a circa 9.5 milioni di euro, il totale dei fondi ha permesso di fronteggiare gli imprevisti e di portare a termine ulteriori interventi rispetto al piano di lavori originario.

Un lavoro davvero imponente pensato per fare del Donizetti un teatro moderno, in linea con le più recenti normative di sicurezza, ma soprattutto un luogo di aggregazione indipendente dagli spettacoli in scena, vivibile tutto l’anno dalla città in spazi diversi.

La futura sistemazione degli spazi verdi di via Tasso

Le 30 aiuole di via Tasso cambieranno volto, con un cantiere pronto a partire il 20 marzo. Durerà un mese e vedrà anche la presenza di Nigel Dunnett, paesaggista inglese che nel 2021 ha compiuto la metamorfosi verde di Piazza Vecchia, mutandola in un prato fiorito.

Il restyling verde di via Tasso nasce da una collaborazione tra il Comune di Bergamo, i Maestri del Paesaggio e il noto architetto. Un intervento finanziato dalle casse comunali, ma con la speciale supervisione di Dunnett, che farà tappa a Bergamo per seguire le operazioni di messa a dimora delle essenze. L’intervento riguarda soprattutto il lato che fa da cornice ai negozi, mentre il lato che si sviluppa davanti alla Provincia non subirà grandi cambiamenti. Le 16 magnolie risalenti agli anni ‘40-’50 resteranno al loro posto, continuando a regalare il profumo delle loro fioriture. E si interverrà solo sulla parte «verde», senza toccare marciapiedi o ri-sagomare gli spazi.

Nelle nuove aiuole spazio alle fioriture rosa e al verde acido. Ci saranno fioriture nelle diverse stagioni dell’anno, le aiuole cambieranno nei colori e anche durante l’inverno, periodo meno interessante da questo punto di vista, risulterà sempre ricco dal punto di vista del ciclo vegetativo. Le essenze sono state concordate con la Soprintendenza. Il cantiere è pronto a partire, se non ci saranno imprevisti meteo, per fine aprile sarà terminato.

L’allestimento non punta a essere interessante solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello della sostenibilità ambientale: sono state scelte delle piante che non hanno bisogno di molta acqua, sarà realizzata anche una pacciamatura per rendere il terreno più umido. L’obiettivo è cercare di irrigare il meno possibile.

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